Orcodio, Emilio, da te non me l’aspettavo :(
Vabbe’, quel pdf di trecentottantanove pagine che circola sull’internet, quello con le intercettazioni sull’affare delle faine sculettanti di cui si circonda il paladino delle nipoti di Mubarak, lo abbiamo letto tutti. Oh, fa quasi pena. Il satrapo, dico: fa pena. A lui non basta andare a puttane in maniera normale, come faranno tanti altri miliardari in euro che, avendo a disposizione tutti i soldi che vogliono, decidono di avvalersi dei servizi delle migliori professioniste sul mercato; no, secondo me la cosa del piacere sessuale è per lui persino secondaria. A Coso, lì, più che altro, deve proprio piacere vedersi come il brillante anfitrione che intrattiene le ragazze carine, educate e simpatiche, delle giovani donne da conquistare, da ammaliare, bimbe per bene che non possono non lasciarsi irretire dalla sua frizzantissima verve, dalla sua brillantezza e dal suo savoir faire.
Ma dalle intercettazioni non è questo che emerge. Dalle intercettazioni si evince invece che loro sono solo delle mini troie di infimo cabotaggio, di quella troiaggine da scuola media (che quando sei alle media è giusta e innocente, generata dalla curiosità indotte dalla giovine età, ma qui no), senza nessuna traccia di dignità professionale, e lui un povero rincoglionito disposto a farsi rigirare come un calzino pur di continuare a mantenere quella parvenza di tombeur de femme alla quale, pare di capire, è rimasto l’unico a credere.
Cioè, che lui fosse un porcellone lo sapevamo tutti anche prima che uscisse fuori tutta ‘sta faccenda. E quando dico “tutti” intendo proprio TUTTI, anche quei cattoliconi di questo grandissimo cazzo (questo) che lo votano perché diocaro, lui difende i valori cristiani e la famiglia tradizionale della madonnina addolorata del sacro sangue di giesù santo & benedetto, eh, mica come Fassino o Franceschini, che magari sono sposati da mezzo secolo con la stessa donna e vanno alla messa tutti i giorni, sì, però chissà come sono lì che tramano per distruggere la Chiesa Cattolica dalle sue fondamenta, certo, si vede proprio che la loro missione è quella lì, da corifei del laicismo più bieco e anche un po’ giudeo e forse, guarda, persino un po’ finocchio, vai tranquillo.
Ma io credevo che davvero quell’uomo lì conservasse un po’ di carisma, credevo davvero che dall’alto dei suoi miliardi, del suo potere e della sua mancanza di buon gusto fosse in grado di ammaliare qualche ragazzotta con la dirittura morale inversamente proporzionale alla carriera scolastica e che, prendendoglielo in mano, sperasse di ottenere un impiego come letterina, o male che vada come consigliere regionale. E invece no, dalle intercettazioni si vede chiaramente come queste zoccolette lo considerino un vecchio scemo, una mucca da mungere finchè gli si rizza, uno da circuire nel momento stesso in cui gli dai l’impressione che sia lui a circuire te. In sintesi, un coglione.
Per non parlare di come l’hanno intortato gli amici suoi, quello che fa il direttore di telegiornale (vabbè) e quello che c’ha la scuderia di ARTISTI TELEVISIVI, che si sono messi a fottergli qualche centinaio di migliaia di euri accompagnati, ma così, in amicizia, per scherzare.
Io non sono un avvocato e di carte processuali non ci capisco un cazzo, ma da quanto posso intuire non ci sono gli elementi per una condanna. Forse per la concussione, ma di sicuro non ci sono le prove che sia andato con una minorenne. Ma di tutta questa bella storia italiana, perdio, l’aspetto da sottolineare non è mica quello giudiziario (fai vaini co’ processi a luilì); è lo sputtanamento sul piano del carisma che mi ha colpito. E secondo me ha colpito anche lui (credo più lui che io, per altro). Io spero solo in una cosa: che almeno ci sia rimasto di merda e che in questo momento il suo orgoglio e il suo amor proprio siano su un gommone, raminghi, in viaggio verso la Libia, paese amico dal quale ricevere asilo politico/sentimentale e qualche parola di conforto per opera di una delle amazzoni dell’amico Gheddafi. E spero anche che, facendo la rotta inversa ai barconi dei profughi africani, qualcuno di quei derelitti osservi i due transfughi italiani, e dica: “Oh, Mustafà, tirati su, ché c’è qualcuno che sta peggio di noi”. Sarebbe davvero molto bello.


